RELIQUIE DI S.VALENTINO A BELVEDERE?



La tradizione che sostiene la tesi della presenza delle reliquie di San Valentino martire, vescovo di Terni e patrono degli innamorati, nel convento dei frati cappuccini di Belvedere, non va al di là degli anni 1995/96. Questa tradizione, però, non può essere avvalorata. Vediamo perché.
Dalla lettera, autenticata dal notaio Francesco La Regina, che si conserva nel Convento di Belvedere, si rileva che le reliquie conservate nel predetto Convento, consistenti in un'ampollina col sangue del martire S.Valentino e in un'urna di legno contenenti le ceneri del suo corpo, provenienti dal cimitero di Cipriano fuori città (luogo che non mi è stato ancora possibile individuare), sono state donate dal cardinale Gaspare del Carpine, vescovo di Sabina, al sig. Valentino Cinelli il 26 maggio 1700. Dieci anni dopo, il 27 maggio 1710, queste reliquie furono donate da un certo Francesco Cipollina al rev. padre cappuccino Samuele da Belvedere. E da allora si trovano nel nostro convento.
Ora, sappiamo che nel 1605 il vescovo di Terni Giovanni Antonio Onorati, fece ricerche per il ritrovamento del corpo di S.Valentino che fu rinvenuto in una cassa di piombo contenuta entro un'urna di marmo. La testa era separata dal busto a conferma della morte per decapitazione. L'urna fu portata in Cattedrale ma si decise di costruire una Basilica là dove erano state sepolte le reliquie del Santo. I lavori, iniziati nel 1606, terminarono nel 1618, anno in cui il corpo del santo vescovo venne riportato nella sua basilica.
In un documento dell'VIII secolo, inoltre, abbiamo anche notizie sulla sua sepoltura dopo la decapitazione a Roma avvenuta il 14 febbraio 273: il suo corpo fu trasportato a Terni al 63° miglio della via Flaminia e sepolto ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio. (*)
Queste notizie, dunque, ci dicono che:
A) il corpo di S.Valentino fu sepolto a Terni nel 273 circa
B) nel 1605 venne ritrovato e definitivamente collocato nella sua Basilica di Terni nel 1618.
E' del tutto evidente che queste notizie storiche mal si conciliano con la tesi iniziale della presenza di reliquie di S.Valentino di Terni a Belvedere: infatti, come possono essere pervenute nel 1700/1710 reliquie di questo Santo quando esse erano da più di 80 anni ben custodite nella basilica di Terni?
Per conciliare le due tesi, si dovrebbe ipotizzare la presenza di più reliquie dello stesso Santo. E' una ipotesi abbastanza remota. Tanto è vero che dalla suddetta lettera di attestazione del cardinale non si evince questa estrema ipotesi: "....il santo sangue...assieme al corpo...".
Si tratta, con molta probabilità, di un altro S.Valentino martire. Nel grande dizionario dei santi, edizioni Piemme 1991, ad esempio, sono riportati i seguenti santi martiri col nome di S.Valentino:
1) S.Valentino, vescovo e martire morto nel 305. Vescovo di Treviri
2) S.Valentino Berrio-Ochoa, vescovo e martire, morto nel 1861, spagnolo
3) Santi Valentino e altri, martiri, morti nel 305 a Ravenna
4) Santi Valentino e Ilario, morti nel 304, decapitati a Roma
Poi vi sono elencati ben altri cinque santi col nome di Valentino.

17/06/2006


(*): Interessanti sono le notizie disponibili sul sito www.ladysilvia.it, che pubblichiamo integralmente, dove si parla di due S.Valentino martiri: uno di Terni e l'altro di Roma.

NOTIZIE TRATTE INTEGRALMENTE SAL SITO www.ladysilvia.it:
SAN VALENTINO TRA STORIA E LEGGENDA di Roma o di Terni?
Sul santo degli innamorati storia e leggenda si fondono e talvolta si confondono. La vita del santo martire che si festeggia il 14 febbraio in realtà si sdoppia. Non un santo martire ma due: uno vissuto intorno al III sec. presbitero di Roma, l'altro martire di Terni ove probabilmente fu vescovo intorno al VI sec.
Il martire di Roma è commemorato nel Martirologio Romano il 14 febbraio con un latercolo (registro) proveniente da un certo Beda (VIII sec.) che lo trasse a sua volta dalla leggendaria passio Maris et Marthae ove si racconta che Valentino, arrestato per ordine dell'imperatore Claudio il Gotico, fu decapitato sulla via Flaminia; sul suo sepolcro al II miglio della stessa via sarebbe poi sorta una basilica voluta da papa Giulio I, successivamente rifatta e magnificamente ornata da papa Teodoro.
Il martire di Terni invece, commemorato sempre il 14 febbraio nel Martirologio Geronimiano, arrestato per ordine del prefetto Placido mentre era a Roma, rifiutatosi di sacrificare agli idoli, fu decapitato e sepolto al LXIII miglio della via Flaminia, nei pressi di Terni, ove esisteva un cimitero cristiano sul cui sepolcro fu poi edificata una basilica.
E' evidente che essendo le due agiografie del tutto simili non manchi chi sostenga l'esistenza di un solo martire Valentino. Costoro sostengono in particolare che il martire di Roma non sia mai esistito e che sia nato dalla falsa interpretazione contenuta nel Catalogo Liberiano dove a proposito della biografia di papa Giulio I si dice che "fecit ...basilicam via Flaminia mil. II quae appellatur Valentini" (costruì una basilica al secondo miglio della via Flaminia dedicata a Valentino); ma - si sostiene - il Valentino menzionato potrebbe essere solo il benefattore che offrì al papa i necessari mezzi all'edificazione della basilica cui, in segno di riconoscimento, fu dato il suo nome; benefattore che nei secoli successivi venne venerato come "santo" come accadde per molte altre persone che edificarono chiese a Roma.
Quanto poi alla presenza nel Martirologio Romano si sostiene provenga dal già citato Martirologio di Breda attraverso quelli di Adone e Usuardo. Esistono tuttavia delle incongruenze che sembrano smentire questa tesi.
Primo: pur accettando che il titolo di "santo" sia dovuto alla sola benemerenza di Valentino perché mai dovrebbe essere annoverato tra i martiri di Roma?
Secondo: dai documenti risultano chiari e distinti i luoghi di sepoltura sulla stessa via Flaminia (al II miglio, e dunque in prossimità dell'urbe romana, per il martire di Roma, LXIII miglio, e dunque in prossimità di Terni, per l'altro martire).
Terzo: Perchè mai l'iconografia suole rappresentare S. Valentino come presbitero e mai come vescovo e dunque come mai se il solo martire Valentino esistito fosse quello di Terni sia sempre altrove (tranne a Terni) privato della sua dignità di vescovo?
E' probabile che siano effettivamente esistiti entrambi i martiri, l'uno presbitero di Roma vissuto nel III sec., l'altro vescovo di Terni vissuto probabilmente nel VI sec., e che nel corso dei secoli le relative storie si siano intrecciate e sovrapposte. La festa di S. Valentino pare fosse celebrata già all'epoca di S. Gregorio Magno (fine VI sec.) ed è notata nei Capitolaria del sec. VII e nel Sacramentario Gregoriano.
Il martire veniva invocato contro il male della peste e dell'epilessia.

HOME