CHIESA DI MARIA SS. DELLE GRAZIE

MADONNA DELLE GRAZIE COL BAMBINO:
stupenda scultura in legno di tiglio a tutto tondo, opera di ignoto scultore calabrese del 1500. E' la più antica opera in legno conservata in tutto il territorio belvederese. Recentemente (agosto 1999) ha subito il furto del bambino. A fine maggio 2000 è terminato il restauro della statua, mentre già da agosto 1999 erano iniziati i lavori di restauro di diverse opere d'arte presenti nella chiesa, tra le quali l'edicola in legno intagliato e dorato che la ospita. Rifatto completamente il bambino, anch'esso in legno di tiglio, da artista di Ortisei (BZ)

MADONNA DELLE GRAZIE - RESTAURATA:
Ecco la statua della Madonna delle Grazie pochi giorni dopo la fine del restauro.


Pubblichiamo un interessantissimo intervento di Carlo Andreoli di Cetraro (autore di "Arte in Riviera" del 2008 e "Arte e cultura del Tirreno Cosentino" del 2009) sui dipinti "Santi Nicola da Tolentino e Tommaso da Villanova" e "Madonna col Bambino tra i Santi Bernardo e Giovanni".
Interessantissimo perché l'Andreoli individua l'autore (fino a oggi ignoto) del primo dipinto nell'artista rendese Giuseppe Santanna e ritiene errata la corrente identificazione dei due personaggi raffigurati ai piedi della Vergine: si tratta dei beati Gaspare de Bono e Nicola da Longobardi e non dei Santi Nicola da Tolentino e Tommaso da Villanova, come ritenuto fino a oggi.
Ritiene erronea anche l'identificazione tradizionale dei due personaggi del secondo dipinto: a esservi raffigurati sono i SS. Giuda Taddeo e Antonio abate e non i SS. Bernardo e Giovanni.

(N.B.: Per mantenere traccia storica della descrizione dei due dipinti, abbiamo spostato in fondo alla pagina le precedenti descrizioni).

Il primo dipinto è citato nelle guide e nella letteratura d’arte corrente come: “La Vergine presenta i SS. Nicola da Tolentino e Tommaso da Villanova alla SS. Trinità”. Le stesse fonti riportano che si tratterebbe d’opera di ignoto pittore calabrese della fine del sec. XVIII e segnano la data della sua esecuzione al 1798. Viene, inoltre, ravvisato come tratto distintivo di San Nicola da Tolentino, il giglio ch’egli tiene nella mano sinistra e viene riportata una scritta mutila, che scorre in calce al dipinto, come: “…S…ANNI PINGEBAT 1798”.


(Santuario di Belvedere Marittimo, particolare)(Santuario di Paola, particolare)
Ebbene il dipinto è attribuibile, con certezza assoluta, a Giuseppe Santanna (Rende, not.1787-1821), di cui esiste una replica, pressoché fedele, nella raccolta del Santuario di Paola, firmata e datata 1805. Il dipinto paolano illustra, propriamente, i beati Gaspare de Bono e Nicola da Longobardi, entrambi appartenenti all’Ordine dei Minimi e proclamati beati, il primo il 10 aprile 1786 e il secondo il 17 settembre 1786. Questa circostanza, oltre a porre qualche dubbio sulla identificazione dei soggetti come di matrice agostiniana (Nicola da Tolentino e Tommaso da Villanova), potrebbe invece far pensare ad una committenza dell’Ordine dei Minimi, presente a Belvedere Marittimo, che vuole celebrare tale doppio evento di beatificazione dei suoi membri, caduta appunto nel 1786. E posto che nel dipinto delle Grazie, a sinistra in basso, sembra leggersi una dedica di Carlo Maria Carafa, morto il 29 giugno del 1788, potrebbe pure darsi che la lettura esatta della data apposta sia il 1788.


Il secondo dipinto, di ben più alta qualità, viene ancora citato dalle fonti come: “Madonna col Bambino adorata dai SS. Giovanni e Bernardo”. Assegnato anch’esso a ignoto pittore calabrese del sec. XVIII, ne viene segnalato il restauro al maggio del 2000. Viene, altresì, notata la perfezione del disegno nelle fattezze dei volti e il contrasto tonale tra il fondo bigio del dipinto e le vesti azzurre e rosse che indossano le tre figure dominanti.
In questo secondo caso l’identificazione dei soggetti è chiaramente erronea, dato che il dipinto, di fatto, rappresenta una Madonna col Bambino e i SS. Giuda Taddeo e Antonio abate.




La Madonna col Bambino, di fattura squisita nei trapassi di tono delicati e nella costruzione salda del disegno, rievoca il tipo della Madonna del Suffragio che si offre, come tramite divino, per le Anime Purganti perché possano levarsi dalle fiamme del peccato. E il tema proprio della preghiera, come intercessione per uscire da ogni male estremo e sollecitare l’ascensione delle anime purganti dal fuoco della penitenza al grado di purificazione dello spirito, prende una forma di rappresentanza nelle due sante figure che adorano la Vergine e quasi fungono da sicuri protettori delle anime dannate.


L’identificazione di San Giuda Taddeo è resa esplicita dall’unanime concorso dei suoi emblemi: la fiammella sopra il capo, la medaglia pendente sopra il petto e la clava del martirio. Figlio di Alfeo, fratello di San Giuseppe e di Maria di Cleofa, che fu ai piedi della croce accanto alla Vergine Maria e dunque cugino di Gesù, egli fu uno dei dodici Apostoli. Dopo la morte e la risurrezione di Gesù egli intraprese l’evangelizzazione dell’Asia arrivando fino in Persia, dove fu martirizzato assieme al suo compagno, l’apostolo Simone. E di fatto sono entrambi festeggiati, nel calendario liturgico, il 28 ottobre. E’ di solito ritratto come un giovane barbuto che mostra l’immagine del volto di Cristo dipinta su un’icona che porta appesa al collo. La Chiesa e il popolo cristiano lo invoca con singolare fiducia, fin dal secolo XVIII, quale patrono dei casi disperati.


L’identificazione di Sant’Antonio abate è anch’essa resa esplicita dall’abito badiale che egli indossa, di primo abate istitutore della regola comune di vita cenobitica e per l’emblema della fiamma sopra il libro che ne fa il protettore di quel male proprio noto appunto come “fuoco di Sant’Antonio”. Nel periodo medievale il culto di Sant'Antonio fu reso popolare soprattutto per opera dell'Ordine degli ospedalieri che ne consacrarono altresì la particolare iconografia: quella che lo ritrae ormai avanti negli anni mentre incede scuotendo un campanello, in compagnia di un maiale, animale dal quale essi ricavavano il grasso per preparare emollienti da spalmare sulle piaghe. Antonio abate, nella storia dell'arte, è peraltro il santo della vittoria sulle tentazioni, sia che esse assumano l'aspetto dell'oro oppure l'aspetto delle lusinghe muliebri oppure ancora quello della lotta contro inquietanti demoni.


(commento critico di Carlo Andreoli, 9 febbraio 2013)

ALTRE OPERE
STATUA DI S.GIUSEPPE: in legno, opera di artista calabrese del secolo XVIII
MADONNA DELLE GRAZIE: dipinto olio su tela raffigurante la Madonna delle Grazie con Bambino, opera di ignoto pittore calabrese del secolo XVIII
PERGAMENA: pergamena datata 1703; in essa l'ordine degli Agostiniani autorizza l'istituzione della Congregazione delle Grazie a Belvedere M.mo


DIPINTO SANTI NICOLA DA TOLENTINO E TOMMASO DA VILLANOVA:
(vedi descrizione critica di Carlo Andreoli sopra riportata)
Dipinto, olio su tela, di ignoto pittore calabrese della fine del XVIII secolo. Datato 1798, raffigura i Santi Nicola da Tolentino (a sinistra) e Tommaso da Villanova (a destra).
La foto è stata scattata subito dopo il restauro della tela e della cornice (opera, quest'ultima, del maestro locale Giuseppe D'Aprile che la scolpì nel suo laboratorio di Via Maggiore Mistorni nel 1972).


DIPINTO MADONNA DELLE GRAZIE COL BAMBINO:
(vedi descrizione critica di Carlo Andreoli sopra riportata)
Dipinto, olio su tela, di ignoto pittore calabrese del XVIII secolo, che raffigura la Madonna con Bambino tra i santi Bernardo e Giovanni.
Anche questa foto riprende la tela poco tempo dopo il restauro agosto1999-maggio2000
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