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01/10/2005
DOPO CIRCA DUE SECOLI
Dopo circa due secoli (cioè dal 1800-1830 circa) è possibile rileggere l'iscrizione posta sulla porta principale del castello di Belvedere così come fu scolpita nell'anno 1490. Infatti, grazie al contributo fotografico inviatomi dal prof. Nicodemo Misiti di Corigliano Calabro (vedi pagina dedicata alla storia) è stato possibile RICOSTRUIRE le parti che, secondo lo storico locale, Vincenzo Nocito, l'ex principe di Belvedere Vanden Einden Carafa fece togliere a colpi di scalpello.

Ecco l'iscrizione da me ricostruita:
FERDINANDS REX DIVI ALFONSI FILIUS DIVI
FERD NEP ARAGONIUS ARCEM HANC IN
FIRMAM CONTRA NOVA OPPUGNATION
GENERA ETTORMENTA IGNEO SPIRITU CI
CTA AD CONTINENDOS INFIDE CIVES
EXPECUNIA ABEIE COLLATA INAMPLIOREM
FIRMIOREM QUE FORMAM RESTITUIT
ANNO D MCCCCLXXXX

Ed ecco una foto dell'iscrizione, ricostruita con l'aiuto del computer


Sotto, la foto con la mutilazione dell'800, così come si presenta oggi:


Ed ecco la traduzione in italiano:
RE FERDINANDO D'ARAGONA FIGLIO DEL DIVINO ALFONSO
NIPOTE DEL DIVINO FERDINANDO, PER MANTENERE IN FEDELTA' I CITTADINI,
COL DENARO DA ESSI RACCOLTO, RIDIEDE UNA FORMA
PIU' IMPONENTE E PIU' SOLIDA A QUESTA FORTEZZA,
INADEGUATA A FRONTEGGIARE GLI ASSEDI CON LE NUOVE TECNICHE DI COMBATTIMENTO
E LE MACCHINE DA GUERRA CON GLI SPIRITI DI FUOCO.

Nota: gli "spiriti di fuoco" sono le bombarde, cioè i pezzi di artiglieria che sostituirono, dopo la scoperta della polvere da sparo avvenuta nel 1378 circa, le vecchie macchine militari che lanciavano pietre e fuochi artificiali.

RITORNO a Storia

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03/08/2005
UN EVENTO STORICO
Concerto di musica da camera nel Castello di Belvedere. Riaperto alla cittadinaza il cosiddetto "giardino" del Castello di Belvedere, quella parte cioè dove un tempo c'era il fossato. Molta la gente, soprattutto belvederesi ai quali è stato, in qualche modo, restituito. Probabilmente questa zona del castello non era mai stata messa a disposizione dei cittadini così come oggi. La parte alta, invece, quella a livello della torre piccola, è stata aperta al pubblico fino ad agosto 1997.
Resta ancora "inviolato", invece, il mastio, che è la parte più interessante del castello, per la prima volta illuminato con potenti fari. Un primo passo, piccolo, ma importantissimo.
Nota: dobbiamo registrare, per dovere di corretta informazione, che l'estate successiva (estate 2006) il Castello è rimasto chiuso al pubblico. Ad oggi - 16/01/2007 - non c'è nessuna novità da segnalare. Non si capirà mai per quale motivo un bene storico-culturale così prezioso debba essere abbandonato a se stesso e, cosa ancora più grave, si debba assistere all'incuria umana che ha scambiato questo prezioso monumento per deposito di oggetti in disuso e materiale di scarto.

28/07/2005
Sul sito dell'Istituo Luce, che "...conserva un vastissimo patrimonio filmico e fotografico composto da documenti di propria produzione (a partire dal 1924, anno della sua nascita) e da collezioni private e fondi audiovisivi acquisiti nel tempo da fonti diverse...", è a disposizione di tutti (la registrazione è gratuita) un rarissimo filmato del 27/11/1935 girato nella piazza di Belvedere M. dove le madri di alcuni caduti offrono al Federale di Cosenza l'oro raccolto tra i 7000 abitanti. quasi tutti contadini.
Basta collegarsi al sito, www.archivioluce.com, scrivere belvedere marittimo nello spazio riservato alla ricerca, cliccare su CERCA, cliccare sulla descrizione del filmato, registrarsi, inserire nickname e password (scelti durante la registrazione), cliccare su INVIA DATI, cliccare su ADSL.
www.archivioluce.com

20/05/2005
Presentata nuova guida turistica su Belvedere M. realizzata con il contributo di ragazzi della scuola media ed elementare

07/05/2005


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