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IL CROCIFISSO (foto 25): maestosa scultura (il Cristo se si potesse distendere misurerebbe circa m 2,45) in legno di tiglio raffigurante Gesù sulla croce, opera di ignoto scultore meridionale del secolo XVII. L'attenta cura dei particolari anatomici, l'uso di uno speciale impasto (forse stucco e colla) per meglio imitare le piaghe e le lacerazioni della pelle, la perfetta torsione del corpo e la particolare bellezza espressiva del volto, oltre all'imponenza delle dimensioni, sono le caratteristiche fondamentali della scultura. La leggenda vuole che la statua si trovava a bordo di una nave che, a causa delle cattive condizioni atmosferiche, dovette fare scalo obbligato presso le nostre coste e che soltanto quando il Crocifisso venne sbarcato, potè ripartire. |
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Quando il 9 maggio 1983 dovette lasciare la chiesa per essere trasportato nei laboratori di restauro della soprintendenza di Cosenza (il rientro avvenne il 28 agosto 1984) (foto 26), il breve tragitto dall'interno all'esterno della sua chiesa fu contrassegnato da un'indescrivibile clima di emozione e suggestione: fedeli più anziane in lacrime, altri che non volevano lasciarlo e si è dovuto fisicamente staccarli dal Crocifisso, altri che chiedevano, piangendo, "Quando ce lo riporterete?". Rarissime le occasioni in cui il Crocifisso è stato portato in processione per le vie del paese: negli ultimi 50 anni ciò avvenne il 14 settembre 1945 (alla fine della guerra), nel 1951 e nel novembre 1970 (in occasione delle visite dei padri missionari). Dal 9 febbraio al 9 marzo 2001 il Crocifisso è stato esposto alla mostra "I segni del sacro. Croci e crocifissi in Calabria" allestita a Palazzo Arnone (Cosenza città). La mostra, che ha ospitato circa 50 opere provenienti da tutta la regione Calabria, ha ripercorso l'evoluzione iconografica della rappresentazione di Cristo in croce, documentando un arco temporale che va dal XIII al XVII secolo. |
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ALTRE OPERE
| PULPITO: in gesso, opera di artista meridionale del secolo XIX
| MADONNA DEI FRATELLI: in legno, opera di ignoto artista calabrese del secolo XVIII
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