I giochi all'aperto: UNO MONTOLAUNO

Era questo uno dei giochi più divertenti perché chi era sorteggiato doveva sottostare, sia per la posizione che per come si concludeva il gioco, ad una serie di calci sul sedere, tirate d'orecchie e piccoli pugni sulla spalla da parte degli altri ragazzi. Non si deve pensare, però, che sia un gioco violento, tutt'altro: lo scopo, infatti, non è quello di far male fisicamente piuttosto quello di poter simbolicamente "umiliare" l'amico sorteggiato.
Ecco perché il gioco era bello: nessuno voleva "stare sotto".
I partecipanti al gioco devono essere almeno tre.
LA CONTA
Si inizia facendo "allu tùcchә". Questo era il modo più utilizzato dai ragazzi dell'epoca per scegliere uno di loro e consisteva nel disporsi a cerchio, stabilire il nome da cui iniziare a contare (ricordate? "...per me (o per, ad esempio, Luigi se Luigi era uno dei partecipanti alla conta)...uno, due e tre!...."), al "tre!" tutti stendendo un braccio aprivano un numero di diti a scelta (zero si indicava col pugno chiuso), si sommavano i diti distesi e si inziava a contare (in genere in senso orario) a partire dall'amico scelto all'inizio della conta.
DESCRIZIONE DEL GIOCO E DELLE REGOLE
Il prescelto deve piegarsi in avanti, piegare le ginocchia e poggiare a terra le punte delle dita simulando così un cavallo da ginnastica che gli altri partecipanti al gioco devono saltare poggiando le mani sulla schiena e allargando le gambe. Deve posizionarsi trasversalmente rispetto a quelli che devono saltare.
A turno tutti i ragazzi partecipanti, tranne ovviamente quello che è posizionato a cavallino, saltano sopra di lui pronunciando una serie di comandi che devono eseguire senza errori o dimenticanze altrimenti il gioco si interrompe, si riparte da capo e colui che ha commesso l'errore prende il posto di quello che "sta sotto".
La sequenza dei comandi è la seguente (avvertiamo che i comandi li trascriviamo così come ce li ricordiamo, senza preoccuparci del loro significato e della loro corretta formulazione):
- uno! montolaùno!
- due! monto il bue!
- tre! monto il re!
- quattro! monto il gatto!
- cinque! raccogli fornelli! (il salto deve colcludersi con la mano che tocca terra per simulare la raccolta, appunto, dei fornelli, prima o al massimo contemporaneamente al momemto in cui si tocca terra con i piedi; annotazione: quella di "raccogliere i fornelli" in maniera scorretta era un errore che capitava frequentemente e dava luogo a dispute appassionate per stabilire se la mano avesse toccato terra prima o dopo dei piedi)
- sei! incrociapiedi! (il salto si deve concludere toccando terra con i piedi incrociati, cioè piede destro al posto del piede sinistro e viceversa)
- sette! ti ci metto la sella! (variante del comando: sette! ti ce la metto!) (durante il salto bisogna mettere sulla schiena di chi sta sotto un fazzoletto oppure un pezzo di carta che deve rimanere sulla schiena almeno per qualche secondo dopo che si è toccato terra con i piedi; anche questo era un passaggio molto controverso perché se la "sella" cadeva bisognava stabilire quando era caduta per decidere se c'era stato errore oppure no)
- otto! me la riprendo! (saltando bisogna riprendersi "la sella" senza farla cadere a terra)
- nove! ti sprono! (purtroppo non siamo sicuri se il comando è proprio questo; in ogni caso si deve saltare e prima di toccare i piedi a terra bisogna dare un colpo col proprio sedere sulla schiena di quello che sta abbassato; qui seguivano quasi sempre altre dispute perché chi stava sotto sosteneva di non aver ricevuto la spronata)
- dieci! calcio in culo! (durante il salto si deve dare un calcio, con il tacco della scarpa, sul sedere di chi sta sotto; analoghe dispute come detto per il comando precedente)
- undici! una cara lettera alla mia mamma (dopo il salto quello che sta abbassato si deve alzare per permettere a chi ha saltato di poter utilizzare la propria schiena come scrittoio per scrivere la lettera alla mamma: "Cara mamma, io ti scrivo per dirti che sto bene. Ieri sono stato a scuola....." insomma ci si inventa qualcosa da scrivere sulla lettera; tuttavia lo scopo non è quello di scrivere la lettera quanto quello di di dare piccoli pugni sulla schiena del compagno, che simulano i bolli postali: - "bollo! controbollo!" - poi gli si tira un orecchio dicendo - "partenza!....." - infine gli viene tirato un calcio sul sedere concludendo con un: "....e via!!", ora la lettera può partire.
Il gioco a questo punto si conclude. Generalmente, comunque, si riprende da capo rifacendo la conta.
Forse qui qualche comando è stato saltato ma sostanzialmente il gioco si svolgeva così come è stato or ora descritto.

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Data pubblicazione pagina: 09/08/2011; aggiornamenti: nessuno
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