
![]() | Custodita nel Museo Civico di Cosenza, questa ascia viene datata nel periodo del bronzo finale (sec. X a.C.). Venne ritrovata nel 1886 presso il fiume Soleo dal sig. Salvatore Riccio, così come testimoniato da Giovanni Amellino nel suo breve scritto dal titolo "L'età del Bronzo nella Calabria" edito in Napoli il 1890. Si tratta di un bellissimo paalstab dei "primi albori dell'età del bronzo". I paalstab si adattavano a manici di legno piegati a gomito e potevano essere usati o come scuri o come piccozze. E' lungo 22 centimetri e pesa circa 500 grammi. paalstab - ascia | |
![]() | ![]() | Trattasi quasi certamente dei ritrovamenti avvenuti nel 1956 nelle fondazioni della costruenda chiesa della Madonna di Pompei (oggi non più esistente perché abbattuta nel 2008 per far posto alla nuova chiesa) di cui si parla nell'opera "Fasti archeologici" edita in Firenze nel 1958 dove troviamo, appunto, la notizia del ritrovamento di 2 oinochóe e 1 lékythos aryballos appartenuti a sepolcri precedentemente sconvolti d'epoca ellenistico-romana. La lékythos aryballos è una brocca dal collo stretto e corpo allungato con una sola ansa. Conteneva olio ed era utilizzata dagli atleti per cospargersi il corpo; poteva avere anche un uso funerario e veniva riempita, in questo caso, con olio profumato. Il suo utilizzo si colloca nei secoli V e IV a.C.. Aryballos indica la forma della pancia a globo (in questo caso siamo in presenza di globo schiacciato). L' oinochóe qui raffigurato è a bocca trilobata: era un recipiente utilizzato per versare il vino. Fra gli oggetti ritrovati nei pressi delle predette tombe ci sono anche uno specchio circolare in bronzo, una pisside (la pisside è un contenitore di oli profumati dotato di coperchio) a pareti concave, 24 elementi componenti in origine una collana in terracotta dipinta e dorata che misura circa 28 cm (l'attuale ricomposizione della foto è molto probabilmente errata), un fiore a sette petali, una mascheretta maschile, una piccola testa di uomo barbato, un gruppo raffigurante una coppia di sposi, tutti in terracotta. lékythos aryballos | oinochóe | ![]() ![]() collana | coppia sposi
| |
![]() | ![]() | In questo terzo gruppo di oggetti sono fotografati i ritrovamenti avvenuti nel 1976 da parte dell'arch. Mario Cosentino in località Pantana durante lavori di sbancamento di terreno con ruspa. Sono custoditi presso l'ufficio Scavi Sibari della Soprintendenza Archeologica. Si tratta anche qui di oggetti rinvenuti nei pressi di una o più tombe. Del cratere a campana è raffigurato sia il fronte che il retro. Il cratere fa la sua comparsa nel V sec. a.C. e permane per tutto il secolo IV. Quello ritrovato a Belvedere, che è alto circa 40 cm, ha il corpo con la forma di una campana rovesciata e il labbro arrotondato in fuori. Veniva utilizzato per mescere il vino all'acqua e di qui, poi, veniva versato negli oinochóe. E' stato ritrovato anche un piatto da pesce: si notano i tre pesci disegnati e la fossetta al centro per la raccolta della salsa; è alto 5 cm circa e il diametro è di circa 35 cm. Infine lo skyphos: si tratta di una coppa con vasca profonda, di dimensioni variabili e dotata di due piccole anse laterali, utilizzata in particolare per bere vino. Quello ritrovato a Belvedere, di cui è riportata la foto qui a fianco, è caratterizzato da recipiente alto circa 14 cm e anse posizionate orizzontalmente, caratteristiche che lo collocano nel periodo più recente rispetto ai primi esempi che sono del VI sec. a.C.. Non abbiamo le foto degli altri due oggetti di questo ritrovamento del 1976: un recipiente a corpo ovoide e una brocchetta sempre a corpo ovoide su base piana. cratere fronte | cratere retro | ![]() ![]() piatto da pesce | skyphos
| |