LE TRADIZIONI

NOVITA' (22/03/2011): Pubblicato, nella pagina dedicata ad Antonio Amoroso, VIDEO "Giovedì e Venerdì Santo 1969-70". Clicca qui.
NOVITA' (01/05/2011 e 10/03/2013): Questa pagina dedicata alle TRADIZIONI è in corso di aggiornamnto. Clicca qui per accedere alla nuova pagina in costruzione.
NOVITA' (01/08/2016): www.belvederemarittimo.com grazie a Lucia D'Aprile che lo ha gentilmente messo a disposizione, vi offre un ulteriore contributo VIDEO del Venerdì Santo 1965 (il più vecchio fino ad oggi conosciuto) Clicca qui.


Molto radicate e diffuse, in questo paese di circa 9.000 abitanti, sono le tradizioni e le usanze legate ai riti religiosi del periodo quaresimale.
Non sono sopravvissute, invece, quelle a profilo strettamente civile che si limitano semplicemente a qualche fiera e comunque sempre in occasione di festeggiamenti a sfondo religioso (1).
Sapere quali sono i motivi della prevalenza e della sopravvivenza delle tradizioni legate ai riti religiosi e alle sacre processioni del periodo quaresimale, aiuta anche a capirle e soprattutto a viverle intensamente.
Alla base di tutto sta il coinvolgimento personale: la partecipazione a queste manifestazioni religiose si tramanda - tacitamente - di padre/madre in figlio (approfondiremo più avanti quest'aspetto). Un'altra ragione è nello spirito aperto di queste tradizioni: non sono riservate a pochi, ma si lascia spazio a tutti. Ancora: sono manifestazioni sobrie, semplici, che non perdono mai di vista il loro habitat religioso e che mai sfociano in tratti folclorici.
Poi vi sono i bellissimi canti, i semplici strumenti che vengono utilizzati ("i macinilli", "i tocca-tocca", "i tric-trac", la tromba, le catene o "i firri"), le croci e gli abiti delle confraternite, le statue che vengono portate in processione, la marcia funebre "Jone"(*) eseguita dalla locale banda musicale, i sepolcri (così chiamati erroneamente; in realtà rappresentano gli altari della Reposizione in cui viene riposto il SS. Sacramento dell'Eucarestia il giovedì santo).

(*)Per approfondimenti su JONE clicca qui

MACINILLO
A=cassa, B=coperchio, C=manovella,
D=martelletto, E=cilindro, F=piolo,
G=martelletto, vista frontale.

Il fragore si ottiene azionando la manovella C che fa ruotare il cilindro E (fissato da entrambi i lati alla cassa) in cui sono inseriti 3 (ma anche 4 o 5) pioli che, uno dopo l'altro, sollevano i martelletti corrispondenti lasciandoli poi cadere sulla base della cassa.
I martelletti sono liberi da un lato e fissati sulla base della cassa dall'altro.
I pioli, che sono più lunghi del diametro del cilindro di circa cm 3 (in modo da fuoruscire dal cilindro di circa cm 1,5 da entrambi i lati), sono in esso perpendicolarmente conficcati, sono equidistanti l'uno dall'altro ed hanno direzioni diverse.

TOCCA-TOCCA
Il fragore si ottiene mediante oscillazioni trasmesse al martelletto attraverso il movimento ritmico dell'impugnatura; in tal modo il martelletto ruota attorno al perno e batte sulla base prima da un lato e poi dall'altro.
TRIC-TRAC
Il fragore si ottiene facendo ruotare la canna intorno all'impugnatura; in tal modo la tacca intagliata nella canna batte sul dente successivo della ruota dentata e così via.


Il venerdì successivo al mercoledì delle ceneri inizia, nella chiesa di S.Giacomo (nota anche come chiesa del SS. Rosario), il rito della via crucis che viene ripetuto, ogni venerdì, fino a quello che precede la domenica delle Palme. Il rito della via crucis si svolge anche in altre due chiese: in quella di Maria SS. delle Grazie (ogni domenica) e in quella di S.Maria del Popolo (ogni martedì).
Annotiamo che oggi le cose non sono più così perché dall'anno 2001 la via crucis del venerdì si svolge all'esterno nelle diverse zone del territorio belvederese, la via crucis del martedì è stata abolita, mentre è rimasta, come prima, solo quella della domenica nella chiesa della Madonna delle Grazie, ora Santuario diocesano.

Per la lettura dei testi o per ascoltare i canti della via Crucis e in generale tutti i canti della Settimana Santa vai alla pagina ad essi dedicata cliccando qui
Croce Confraternita delle Grazie Croce Confraternita del Rosario Croce Confraternita del Crocifisso

Quella del rito della via crucis, essendo la prima in ordine cronologico, è una ricorrenza che viene molto attesa dai fedeli. Come già detto in precedenza, non avviene nulla di straordinario, ma la semplicità è elemento caratteristico di questi riti quaresimali. I 14 canti che da decine e decine di anni vengono eseguiti durante questa funzione religiosa sono molto belli, sia dal punto di vista delle parole che da quello musicale, ed aiutano a vivere più intensamente la via crucis. (2)
Con il rito dell'Ufficio delle Tenebre, chiamato localmente "i trèmulә" che si svolge il mercoledì santo sera nella chiesa di S.Maria del Popolo, si entra nel cuore della settimana santa.
Gesù nell'orto degli ulivi Ecce Homo
Caratteristiche di questa funzione sono i bellissimi canti in latino del Benedictus (Cantico di Zaccaria) e del Miserere (salmo 51), le 12 candele che ad una ad una vengono spente (i dodici apostoli che abbandonano, uno dopo l'altro, il Signore), la tredicesima candela (Gesù) che viene portata dietro l'altare, ma non spenta, e soprattutto, quando vengono spente tutte le luci, "il terremoto" finale (quello che si ebbe alla morte di Gesù sulla croce) che viene rappresentato col fragore causato dai fedeli che picchiano il palmo della mano sui banchi o che, addirittura, più volte sollevano lievemente i banchi da terra per poi lasciarli cadere. In questo frangente vengono soprattutto usati alcuni particolari strumenti per fare fragore: i "macinilli", i "tocca-tocca" e i "tric-trac"; le luci spente e il fragore che rimbomba in tutta la chiesa rendono la funzione molto toccante e suggestiva. Ma ciò che rende ancora più intenso il momento è il ricordo: pensate ad esempio con quale emozione vivono questi attimi gli adulti, gli anziani che hanno sempre partecipato, fin da piccoli, a questo rito e al quale non rinuncerebbero per nessunissima ragione. Ancora più intenso è per quelli che hanno perso una persona cara, un amico che ci teneva molto ad essere presente e che ora non c'è più. Non è raro, infatti, vedere qualcuno che piange al ricordo delle persone care ormai scomparse.
Sappiamo benissimo che queste sono emozioni, sono tradizioni e che la fede è qualcosa di diverso, tant'è che oggi si tende, da parte della Chiesa, in applicazione del Concilio Vaticano II e del Magistero, ad eliminare o a limitare queste manifestazioni, tuttavia riteniamo che se ben indirizzate e inquadrate nel loro reale significato, può rivelarsi più utile conservarle piuttosto che eliminarle del tutto.
Il "terremoto di rumori", comunque, è forse l'unico momento in cui può sembrare che si rasenti il folklore, ma in realtà il tutto avviene in un clima di compostezza e di raccoglimento; la maggior parte dei fedeli, infatti, rimane in ginocchio in preghiera.
Angelo Veronica
Fino agli anni '70 (è un ricordo personale) durante la celebrazione tutti i ragazzi, muniti di "macinillo", "tric-trac" e "tocca-tocca" si sedevano sui gradini dell'altare e quando alla fine venivano spente le candele e le luci, iniziavano, con tutta la loro forza, ad utilizzare i loro "strumenti" ottenendo un fragore molto forte; continuando a far fragore si alzavano ed uscivano dalla chiesa, attraversavano alcune vie del paese e poi smettevano. Per quelli della mia generazione posso annotare che in testa al gruppo, a mia memoria, c'è sempre stato Gennaro, il cieco, che insieme al fratello Eugenio (Genio, detto "a civetta") sono stati, per un certo periodo, i simboli della settimana santa. Scomparso Gennaro, infatti, questa tradizione si è completamente persa.
Il Giovedì Santo sera nella chiesa di S.Maria del Popolo si svolge la S.Messa in Coena Domini e verso le 20.30 inizia la predica di passione. Non entriamo nel dettaglio dei riti (per chi vuole approfondire questi aspetti ed altri ancora, più avanti, in questa pagina, c'è un link che rimanda a sito web della Settimana Santa), però sono rimaste nella tradizione e nella memoria dei belvederesi le classiche parole con cui un "predicatore" chiamò la statua della Madonna Addolorata:
"Entra Maria! Prendi Tuo Figlio!".
Durante la predica del giovedì santo sera, infatti, entrano nella chiesa, la statua dell'Ecce Homo (quando l'omelia si sofferma sulla flagellazione e sulla famosa espressione di Pilato "Ecce Homo!") e della Madonna Addolorata (quando si parla della morte di Gesù in croce e della sofferenza di Maria che è rimasta ai suoi piedi) sulle cui braccia, in questo frangente, viene adagiato il crocifisso (crocifisso che, normalmente, è parte integrante della statua).
Non abbiamo notizie di prima mano su questa famosissima "chiamata" ma dobbiamo supporre che fu una trovata "geniale" di un qualche predicatore di molti anni fa (azzardiamo un periodo: anni '50-'60), tant'è che da allora in poi "Entra Maria! Prendi Tuo Figlio!" è divenuta una espressione classica, conosciuta e ripetuta da tutti i fedeli quando raccontano l'entrata in chiesa di questa statua.

CONTRIBUTO SONORO N.1: "I Trèmule"


A contribuire al "clima della Settimana Santa belvederese", dicevamo all'inizio, sono una serie di situazioni, riti religiosi, personaggi, tradizioni e ricordi personali, tra cui i cosiddetti "Sepolcri".
I Sepolcri, erroneamente così chiamati, sono gli altari della Reposizione in cui vengono deposte, il giovedì santo sera, dopo la S.Messa in Coena Domini, le ostie consacrate, perché a partire da quel momento e fino alla domenica di Pasqua il rito della consacrazione viene sospeso.
Tralasciando quelli che sono gli aspetti religiosi qui proveremo a descrivere gli aspetti e gli atteggiamenti esteriori delle manifestazioni.
Il giovedì sera, dunque, in un clima estremamente solenne, al canto del Pange Lingua e al suono dei "macinìlli" (a partire da ora e fino alla domenica di Pasqua, infatti, le campane taceranno) le ostie consacate vengono portate in processione dall'altare maggiore al Sepolcro. Qui il sacerdote dopo averle deposte nel particolare tabernacolo esclusivamente utilizzato in questa occasione, si inginocchia e così fanno tutti i fedeli. A questo punto si canta "Umile Ostia" (nella chiesa della Madonna delle Grazie) o "E' spirato" (nella chiesa di S.Maria del Popolo). Finita la celebrazione (che fino un tempo - fino all'anno 2000 ? - si svolgeva prima nella chiesa di S.Maria del Popolo e immediatamente dopo in quella della Madonna delle Grazie) le luci delle navate vengono ridotte al minimo: solo il Sepolcro ora è illuminato. Adesso veramente si può dire di essere nel pieno del clima della settimana santa.
Il Sepolcro.
Tutte le chiese del centro storico avevano, fino al 2000 ??, il loro Sepolcro, anzi quasi si faceva a gara per chi allestiva quello più maestoso e ricco di fiori.
Pieno di fiori disposti in composizioni particolari e di vasetti con grano fatto crescere al buio, con luci e candele accese, il Sepolcro dà il senso - seppur in maniera errata, ripetiamo, in quanto si tratta di altare della Reposizione di ostia consacrata e non del luogo dove venne deposto il corpo morto di Gesù - dà il senso, dicevamo, del dramma della morte in croce di Gesù. In chiesa, ora, non si parla o se si parla lo si fa molto sottovoce, le luci tutte intorno sono spente, sono accese solo quelle del Sepolcro, i banchi che normalmente sono disposti parallelamente tra di loro e rivolti verso l'altare principale ora sono disposti trasversalmente in modo da creare un corridoio che porta al Sepolcro e un ampio spazio vuoto di fronte. Entrando in chiesa ti accorgi subito che c'è il Sepolcro. Intanto il silenzio: ti accorgi che qualcuno entra in chiesa perché senti il rumore dei passi. Ogni chiesa, poi, aveva una persona, sempre la stessa da anni, che rimaneva in un angolo a fianco al Sepolcro tutto il giorno.
Il giovedì alle 23,00 poi c'era la veglia: un'ora di preghiera tutti raccolti intorno al Sepolcro.
Contribuivano a questo clima anche le due prediche del giovedì e venerdì sera nella chiesa di S.Maria e poi le due processioni fino alla chiesa della Madonna delle Grazie con la banda musicale locale che suonava la famosissima Jone, la marcia funebre tipica della settimana santa.
Molto seguita è la processione del venerdì santo mattina - a cui partecipa qualche migliaio di persone - che partendo dalla chiesa di Maria SS. delle Grazie alle ore 9.00 circa,
Alla colonna Il Crocifisso
vi ritorna verso le 13.00, dopo aver portato, per le vie del paese e al "calvario", le dieci statue che simboleggiano i diversi momenti della passione di Gesù.
In realtà, quella del venerdì santo mattina, come già detto, non è l'unica processione che si svolge nella settimana santa, perché ve ne sono altre due, che si svolgono di sera intorno alle ore 22.00 e il cui percorso è brevissimo (dalla chiesa di S.Maria del Popolo a quella di Maria SS. delle Grazie): una il giovedì santo e l'altra il venerdì santo.


CONTRIBUTO SONORO N.2: "La Tromba"


Come già detto, anche queste processioni vengono seguite con grande compostezza e raccoglimento, specialmente quelle che si svolgono di sera. Ma gli aspetti più interessanti di queste processioni, da un punto di vista laico, che difficilmente possono essere notati da chi non li vive o li ha vissuti in prima persona, sono le "tradizioni personali" cioè quei piccoli gesti o quelle usanze che, nella quasi totalità dei casi, si tramandano di padre in figlio.
Bara Caduta
Partecipando a queste processioni, anche se non lo sai o non te ne accorgi, sicuramente al tuo fianco hai quel giovane o quell'anziano che ha preso il posto del padre che prima di lui portava sulle spalle quella statua, la stessa che qualche decennio prima suo nonno o suo zio avevano portato. Oppure puoi osservare che tutti gli anni, ormai da parecchi anni, c'è quella stessa persona, sempre allo stesso posto, che quando la statua di Gesù crocifisso passa da casa sua, o da quella che un tempo era stata casa sua o di suo padre, si avvicina alla statua e, per qualche passo, è lui a portarla. O, ancora, più semplicemente, osservi quel signore anziano che segue la processione sempre dietro alla stessa statua, ogni anno, da anni, così come avevano fatto suo padre o suo nonno. E ancora, quando il venerdì santo, prima dell'alba, vieni svegliato dal caratteristico motivo suonato con la tromba, tutti gli anni, sempre dalla stessa persona, che fa il giro per le strade e i vicoli del paese, ripetendo sempre quelle stesse note.
E' tutto un insieme di cose che crea il "clima" della Settimana Santa: lo cogli, nei ricordi, per un attimo, anche quando questi eventi sono in corso di svolgimento. E' come quando ascolti una musica o senti un odore o osservi un colore: per un attimo ti portano indietro nel tempo facendoti provare emozioni particolari.


CONTRIBUTO SONORO N.3: Marcia Funebre JONE



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Le quattro croci sul Calvario: CLICCA QUI
San Giovanni Addolorata

Non meno seguite, dai fedeli, infine, sono la S.Messa in coena Domini (con la lavanda dei piedi ai 12 "apostoli") e la predica di passione del giovedì santo sera, nonché la commemorazione dell'agonia, incentrata sulle sette ultime parole di Cristo sulla croce (con i bellissimi canti ad esse correlati) del venerdì santo sera, che si svolgono nella chiesa di S.Maria del Popolo.

Caduta sul Calvario

Questi aspetti particolari, qui chiamati "tradizioni personali", sono quelli che hanno contribuito, più di tutti, a far sopravvivere per tantissimi anni (della processione del venerdì santo si parla in un registro della Congrega di Maria SS. delle Grazie datato 1767) queste tradizioni semplici ed autentiche, molto spesso anche spiritualmente vissute.
Sul Calvario Nelle vie del paese


VISITA IL SITO SULLA SETTIMANA SANTA A BELVEDERE M. "www.settimanasantabelvedere.it" a cura di A. Cuda CLICCA QUI

(1): si inizia il 6 gennaio con la processione del Bambino Gesù, il 17 gennaio la fiera e la processione del santo Antonio abate (nella località omonima), il 25 marzo la fiera della SS. Annunziata, il 5 aprile la processione di S.Vincenzo Ferreri, il 3 maggio e il 14 settembre il SS. Crocifisso, l'8 maggio (se di domenica) o la prima domenica successiva la processione della Madonna del SS. Rosario, in giugno la processione della statua del Sacro Cuore di Gesù e la nona domenica dopo Pasqua la processione del Corpus Domini, il 2 ed il 31 luglio la festa della Madonna delle Grazie, dal 13 al 20 ottobre la fiera (che si svolge nella Marina di Belvedere) e le processioni del Santo Daniele Fasanella di Belvedere, il 22 novembre la processione di S.Cecilia martire, il 13 dicembre la processione di S.Lucia martire.
Altre piccole tradizioni, per lo più ormai in disuso: il 1° maggio si mangiano fichi secchi, altrimenti "ti raglia llu ciàucci¢ (= asino)"; il giorno dell'Ascensione di Gesù ci si lava il viso con le rose; la notte di tutti i Santi (1° novembre) si apparecchia la tavola per i propri cari defunti, che, secondo la tradizione, prima dell'alba vengono nelle nostre case a farci visita. Mentre le prime due usanze sono ancora praticate (chiaramente non in maniera diffusa), la terza è completamente scomparsa negli anni che vanno dal 1960 al 1970.


(2): esiste, da marzo 1999, una raccolta, non in commercio, di tutti i canti della via crucis e della settimana santa con tutti i testi e le musiche (quasi tutte inedite) curata da amatore locale. Anche per quanto riguarda la descrizione dettagliata di tutti i riti e le funzioni della settimana santa, esiste, da marzo 1997, un opuscolo, anch'esso non in commercio, anche questo curato da amatore locale, al quale opuscolo si rimandano coloro che volessero avere maggiori notizie su come si svolgono queste manifestazioni religiose.

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